La storia dell'acqua in Friuli
dal 1931 ad oggi


Il Consorzio per l'Acquedotto del Friuli Centrale nasce nel 1931 dall'unione di 14 Comuni del Medio Friuli, grazie alla lungimiranza di amministratori ed esperti che, diversi anni prima, hanno saputo intuire l'importanza di un moderno servizio di rifornimento idro potabile per lo sviluppo del territorio.
Con l'ingresso della Provincia nella compagine consortile, prende il via la costruzione delle prime infrastrutture.
Seguono i lavori di captazione e perforazione dei pozzi, con l'acquisto di 6 ettari di terreno presso le sorgenti del Rio Bosso.
Dopo la crisi post-bellica, il segnale della ripresa č dato dalla ricostruzione, nel 1947, del consiglio direttivo, che comprende anche numerosi rappresentanti del Ministero dei Lavori Pubblici.
La svolta decisiva nel 1950:
il progetto Acquedotto Friuli Centrale entra nel programma decennale nazionale delle opere pubbliche straordinarie.
Nei primi anni '60 l'ente estende la sua attivitą verso il Basso Friuli, sfruttando una ricca falda nella zona di Biauzzo, in comune di Codroipo.
Con la nascita della Regione Friuli-Venezia Giulia nel 1963, le politiche dell'Ente si espandono:
sono anni d'intensa attivitą e di consolidamento.
E in questa fase si inserisce, drammaticamente, il sisma del 1976.
Terminata l'emergenza e ripristinata la funzionalitą della rete, riprendono i programmi di espansione e di miglioramento delle infrastrutture con l'introduzione di modernissime tecnologie.
La centrale di controllo principale di Molino del Bosso č automatizzata e dotata di un pannello sinottico capace di visualizzare in tempo reale la situazione di tutta la rete impiantistica.
Una nuova centrale a Fauglis di Gonars, telecomandata dalla centrale operativa di Molino del Bosso, la ristrutturazione dell'opera di presa nella conca di Musi (Lusevera) e la messa in sicurezza di un lungo tratto del torrente Vedronza contro il rischio di piene, completano il programma degli interventi.
Oggi la Societą, trasformatasi prima in Azienda Speciale Consortile e poi in Societą per Azioni, gestisce il servizio idrico in 71 Comuni azionisti dalla pedemontana al mare, e dal fiume Tagliamento al confine con la Slovenia.
Negli ultimi anni il CAFC S.p.A. ha puntato alla gestione del ciclo integrato delle acque occupandosi, in alcune realtà, anche del servizio di fognatura e depurazione.



 
   
 
Oggi il CAFC č una S.p.A. che si occupa del ciclo integrato delle acque.